Ethan

Vedeva gli altri muoversi incerti, con la paura di dispiacere, come tra bicchieri di cristallo. Si chiedeva se anche lui fosse così meschino nell’agire, così inavvertitamente ipocrita. All’ombra non trovava più posto e la sensazione di una perenne esposizione lo turbava.
Ethan Annuì.
Appoggiò il libro sul petto e fissando il soffitto stette in ascolto, quasi immobile.
La pioggia scendeva, bagnando i tetti cenerini dei palazzi, strisciando lungo i cunicoli che trovava sul suo percorso. Quell’acqua passando tra le tegole scorreva giù per i fianchi degli edifici, via per i tubi. Sentiva le gocce stillare dritte, fendendo l’aria densa e frantumandosi nell’impatto. Ciascuna sola nel proprio precipitare.
In profondità, tra i palazzi.
E ciascuna non avrebbe mai toccato la terra, ma solo il catrame metallico delle strade. “Qui riposa una goccia illusa in vita di trovare terreno da render fecondo – Qui muore il suo sogno”. Pensava che il sole prima o poi gli avrebbe confidato in gran segreto che lui, tra quelle nuvole si nascondeva volutamente, e a volte per il dolore si copriva lo sguardo, per non veder così, i palazzi: anguste e artificiose dimore di uomini e animali. Gabbie dalle quali si può uscire, ma cui si deve fare ritorno sempre.
“Sospesi essi vivono. In aria, ostacolando il volo degli uccelli e sentendosi sicuri della propria vita. Banchettano e ridono: abbelliscono le proprie celle con gioia, pensando in se all’immortalità di tutto ciò che sono. Ghignano ai miei occhi, che lecitamente entrano nelle loro stanze dalle finestre, innocenti. Offuscano il mio sguardo con veli e poi fanno a meno di me”.
Città, anno del Signore 2341.

Ethan fissava un po’ la gente che passava, poi con fare assente ritornava sui cornicioni del palazzo di fronte, osservandone il profilo gocciolante. Ogni goccia seguiva il suo destino e scorreva per sprofondare, brillando nel moto. Il suo respiro appannava il vetro con ciclico vapore. Guardava le mani invidiandone l’inconsapevole agire, come strumenti del volere, fedeli. Tutto si stava compiendo, mentre lui stava lì a pensare, senza prendere parte a nulla. Il cielo presto si sarebbe oscurato e la notte sarebbe calata indistintamente su tutto; i tetti si sarebbero anneriti e raffreddati e di nuovo indistinti avrebbero dormito.
Con la mano si toccava i capelli, lasciando le dita attorcigliarsi su e giù, senza stancarsi. Guardò la stanza per un po’ e poi socchiuse appena gli occhi come a volere prender sonno; se ne stava incerto sdraiato sul letto. Annuì e si girò di spalle alla finestra sfuggendo con lo sguardo l’imbrunirsi del cielo, ma la pallida parete che aveva di fronte seguiva la luce e il suo lento sfumare dal giorno alla notte. Non gli era concesso eludere neppure quel tempo. Balenando la luce da fuori si spense e tra quelle pareti tutto tacque in un buio devoto al suo persistere. Ed Ethan immobile avrebbe voluto trattenere anche il più felpato dei suoi respiri.
Silenziò.

4 Commenti

  1. july ha detto,

    Dicembre 4, 2006 a 6:32 pm

    Ben ritrovato a questo pezzo, che mi riporta indietro di quasi 3 anni.. Sono proprio contenta di averlo potuto rileggere.
    Mi ricordo esattamente la prima volta che lo lessi. Mi era piaciuto moltissimo. Specie la parte in cui descrivi la pioggia che cola a gocce dalle grondaie. Bello.
    Uffi, mi ricordo ancora che dopo averlo letto, la prima volta, ti dissi che ero molto incazzata perchè perfino a scrivere eri più bravo di me. E non andava affatto bene! muuahahuahu, scherzo.

    Comunque, avevi ragione tu, ho controllato sul sito, anche in principio il titolo era Ethan (ergo: per il mio pezzo, ti avevo fregato il titolo chiamando “Ethan” anche al mio componimento)

    julysan

  2. wisdomshttp://www.pietrosapienza.com ha detto,

    Dicembre 5, 2006 a 2:10 pm

    Ah! Che scrivono meglio di me ne conosco a pacchi, tu in testa! Solo il labor limae mi salva in extremis… ma solo un po’.

    i meglio riguardi

  3. emi ha detto,

    Dicembre 6, 2006 a 2:42 pm

    mi sembrava facesse molto july…:)
    pietro non finirà mai di stupirmi.. meno male!

  4. wisdomshttp://www.pietrosapienza.com ha detto,

    Dicembre 6, 2006 a 10:28 pm

    :-D emi emi!


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